STEFANO PAULON


Stefano Paulon (Cernusco sul Naviglio – Milano, 1963)

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“La produzione artistica di Stefano Paulon, contraddistinta da un rigoroso minimalismo basato sul rapporto tra figure geometriche diverse e sull’alternanza del grigio e del nero, rivela la volontà dell’artista di indagare, attraverso lo studio delle superfici e della forma, l’ambiente, i suoi confini spaziali e gli equilibri armonici che li governano. Opere che uniscono pittura, scultura e poesia, lavoro manuale e progettazione attraverso moderne tecnologie informatiche (…)”

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Dal 21 gennaio al 18 febbraio le opere di Stefano Paulon saranno esposte presso la nuova sede di MADE4ART nel cuore di Brera, a Milano in Via Ciovasso 17 (MM Cairoli, Lanza, Montenapoleone)

OPERE DELLA SERIE “VUOTI SOLIDI”, 2017.


Tecnica: acrilico, pigmento puro e cera naturale su composto cementizio, strutture in legno
Dimensioni variabili


SP37352 | H 64 L 64 P 8,5 cm | 2017
Prezzo su richiesta


SP36140 | H 48 L 18,5 P 18,5 cm | 2016
Prezzo su richiesta


SP36022 | H 73 L 68 P 9 cm | 2016
Prezzo su richiesta


SP36007 | H 55,8 L 64,8 P 9 cm | 2016
Prezzo su richiesta

SP37031 | H 24 L 56 P 14 cm | 2017
Prezzo su richiesta


SP37101 | H 68 L 49 P 18 cm | 2017
Prezzo su richiesta

Ritiro o consegna a Milano gratuita. Per spedizioni in altre località sono previste le spese di spedizione (preventivo su richiesta).
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Selected exhibitions:

Stefano Paulon, Piero Campanini. Rigore e Psiche | MADE4ART – Via Voghera 14, zona Tortona – Milano | novembre 2019
Stefano Paulon. Vuoti Solidi | MADE4ART – Via Ciovasso 17, Brera – Milano | gennaio – febbraio 2021

Biografia

Stefano Paulon è autore, artista, designer e collezionista, conduce un’intima e privata ricerca sulla superfice e sulla forma.

Da una formazione essenzialmente tecnica, seguita da intense e stimolanti esperienze lavorative e professionali anche in ambito marketing commerciale, il desiderio e aspirazione personale lo portano ad indirizzare diversamente la sua preparazione verso un soggettivo studio della storia dell’arte e della letteratura.

. . . “ mi piace pensare che la passione per le arti figurative sia iniziata nell’estate del 1969, quando a sei anni disegnai una piccola struttura geometrica a quadretti colorati o quando in casa, qualche anno più tardi, scoprii e divorai nella lettura un manuale di pittura del Professor Carlo Ferrario; successivamente anche se in modo discontinuo, ho sperimentato fino alla metà degli anni ottanta diverse tecniche, con i corsi di disegno e pittura del Professor Gaspare de Fiore “ . . .

Le prime serie di lavori documentati interessano soprattutto il disegno al tratto, con diverse tecniche, dalla matita, alla penna a sfera, al pastello ad olio e abbracciano sia lo studio della figura umana, sia lo svolgimento di strutture geometriche complesse.

. . . “ per molti anni ho amato ritirarmi nella tranquillità del mio studio, la sera o nei fine settimana, a leggere e studiare i testi di Roberto Longhi e Adolfo Venturi o di Francesco De Sanctis e di Emilio Villa” . . . 

A metà degli anni novanta, parallelamente all’inizio del suo interesse al   collezionismo di design e arte contemporanea, l’attenzione di Paulon si sposta verso il progetto di complementi di arredo, lo sviluppo di visioni in ambito illuminotecnico e l’elaborazione di concept architettonici che idealizza per spazi pubblici e privati.

. . .  “ è lo studio il mio ambiente congeniale; nei luoghi dove ho la possibilità, mi ritaglio uno spazio riservato che mi consente, di ritirarmi a disegnare, scrivere, sperimentare e costruire  “ . . .

All’inizio degli anni duemila, il suo linguaggio espressivo approda al trattamento e alla modellazione delle superfici, alle composizioni tridimensionali, alle installazioni, al loro dialogo con l’ambiente

  . . . “ con la mia ricerca ho sempre tentato di fare qualcosa che avesse una riconoscibilità universale; artisticamente, non posso negare che inizialmente l’opera di Piero della Francesca e del Beato Angelico siano stati assoluti riferimenti. Ho studiato successivamente l’opera di Kasimir Malevich e di Giorgio Morandi ed in generale sono sempre stato attratto da artisti che riuscissero a fare una sintesi vicina alla mia sensibilità “ . . .

 

. . .“ nella mia rielaborazione concettuale e formale ho pensato di accompagnare i lavori con degli scritti, delle riflessioni e, in alcuni casi, poesie. In generale questi testi li ho definiti, isometrie spirituali, ovvero sostanze equo-significanti dall’apparenza del prodotto artistico “ . . .  

Oggi dopo anni di riposta esperienza e trasversalmente a diversi esercizi artistici, che comprendono la pittura, la scultura, il disegno e la poesia egli ci consegna, una sua necessità, quella di indagare, attraverso lo studio delle superfici e della forma, l’ambiente, i suoi confini spaziali e gli equilibri armonici che li governano, maniacali prove di severità e rigore estetico

. . . “ dal punto di vista della realizzazione, dopo avere eseguito schizzi e disegni preparatori, seguiti da un’attenta progettazione che può avvalersi di moderne tecnologie informatiche  e grafiche, mi piace controllare con le mani o attraverso semplici strumenti tutta la sequenza di operazioni che conducono all’esecuzione di un quadro, di una scultura o di un oggetto “ . . .

. . . “ Il procedimento è molto lento e contemplativo, i supporti sono realizzati con tavole di legno, cartone o altri materiali anche di recupero, mi piace riutilizzare , riadattando il materiale per un nuovo scopo; le superfici sono trattate con un composto a base acrilica, sabbia, gesso, calce o cemento che stendo in numerosi strati, successivamente e in alcune serie di lavori, completo con il pigmento mescolato alla cera naturale a caldo. La complessità non è quindi mai dovuta all’utilizzo di tecnologia, ma è data da una ripetizione gestuale o quantitativa delle stesse operazioni “ . . .

Contemplazione, sensibilità, astrazione, spiritualità e silenzio si amalgamano in un suo personale vocabolario minimalista, che allude all’analisi e alle relazioni tra pieno e vuoto, tra positivo e negativo, tra materiale e immateriale.

. . . “ tendenzialmente parlo pochissimo dei miei lavori, lascio che siano loro a parlare per me, mi piacerebbe un giorno lasciarli soli, con una loro propria autonomia di “ movimento e linguaggio “ . . .

All’inizio del 2019 è iniziata la raccolta, la configurazione e la catalogazione di tutta la documentazione e di tutto il materiale che costituisce l’opera di Stefano Paulon. Tale impegno ha l’obbiettivo, oltre alla futura creazione dello STEFANOPAULONARCHIVE, di favorire e avviare iniziative di carattere culturale indirizzate ad indagare l’opera dell’artista e la nascita di un Catalogo Ragionato.

SERIE :

PAESAGGI
VIVAI
DISTILLATI
PALCOSCENICI DOMESTICI
VUOTI SOLIDI
SEDIMENTI
GRAFICHE RETORICHE
EQUATORI
DELICATI MONOLITI